La Dimora dei Conti Falconi

C’è chi in campagna ci arriva dalla città, c’è chi ci nasce e c’è anche chi ci ritorna…  Come Angelo Picchioni


È nato a Ginestra, questo il bel nome di una piccola frazione di Monteleone Sabino, tra gli ulivi, con le mucche. Mucche che seguiva svogliato e ansimante lungo il crinale erto, ogni tanto sconfinando anche nel campo vicino, quello dei Conti Falconi. Così alzando gli occhi poteva vedere l’oggetto dei suoi sogni, la Villa, la bella costruzione in stile veneto che i conti Falconi, venuti dal nord, avevano costruito in cima al colle. Si fermava a guardare ammirato questa casa così diversa dalle altre, dalle linee armoniose e classiche, che dava tono e nobiltà al paesaggio circostante.

Un giorno la Contessa lo vide dalla finestra e lo chiamò. Temeva un rimprovero, invece fu gentilissima. Gli fece prender fiato nel fresco  salotto della villa, gli diede una merenda che fece però fatica a mangiare, con lo sguardo perso tra i mille decori del prezioso arredo del salone, ove notò uno strumento musicale (arpa) alto, con le corde e tutto dorato. "Cos’è?" chiese… "Un’ arpa" rispose la Contessa. "Si può far suonare" disse ed Angelo sfiorò le corde con le dita. Passarono gli anni.. Il pastore studiò e divenne Avvocato, diventò Pretore a Rocca Sinibalda (RI) e la sua notorietà crebbe ancora. La zona divenne famosa per la sua bassa criminalità, grazie alla giustizia penale applicata dal "PRETORE DI FERRO".
La carriera lo chiamò a Roma: prima penalista di successo, poi giudice, presidente della tributaria ed altre cariche di prestigio ed onorifiche si aggiunsero negli anni.  
Ma non si era scordato della splendida campagna. Nel 1956 la primavera fu particolarmente rigida, la gelata distrusse gran parte del patrimonio agricolo. I Conti Falconi erano stanchi, i figli in giro per il mondo, le difficoltà di quell’anno li spinsero a vendere la Villa. Negli anni successivi l'ex pastore, divenuto Avvocato, non si lasciò sfuggire quello che era il sogno di quand’era fanciullo ed acquistò la villa ed il terreno attorno. Ma gli impegni del lavoro erano troppo seri ed il restauro della Villa attese alcuni anni. Il destino lo riportò alla campagna, ove si dedicò con fervore alla ristrutturazione integrale dell'originale Villa Palladiana. Poi l’attenzione si rivolse al terreno olivicolo. Ora l’Azienda ha oltre 30 ettari disposti su tre colli e, sullo sfondo, le colline sabine ed i monti Lucretili. Ci sono oltre 10000 piante di ulivo.

Cultivar leccino, frantoiano, carboncella e leccino pendulo, che fornisce le olive più dolci. Questi colli, ben ventilati, sono naturalmente al riparo dall’attacco della mosca olearia, per cui non è richiesto
alcun trattamento, né al terreno, né all’apparato foliare. La produzione è integralmente biologica e certificata mediante controlli periodici su campioni presi dalle piante e dalla terra.
La raccolta è manuale e le olive conferite immediatamente al frantoio. 
Quest’ultimo è un vero gioiello.

Tempo fa, nel frantoio, era possibile trovare: da una parte una vecchia molazza, con la mola in pietra, ed accanto due vecchie presse a fiscoli. Il tutto non veniva normalmente adoperato,
ma è sempre stato tenuto in perfetto stato e pronto all’uso.
Anni addietro, infatti, vi era qualche olivicoltore che amava il "metodo antico" e Picchioni, volentieri, rimetteva in moto i vecchi macchinari,
per accontentare le richieste dei sui amati clienti. 
Accanto al frantoio in pietra, vi era il "nuovo frantoio", moderno ed a coltelli automatici, con sotto la gramolatrice collegata, in modo da avere il minimo contatto con l’aria. La massa frantumata ed omogeneizzata passava attraverso due centrifughe moderne, in parallelo, e poi alla centrifuga finale, per separare l’olio dall’acqua residua.

 

Oggi l'Azienda Agricola dispone di un Frantoio all'Avanguardia Biologico, con le più moderne tecnologie telematiche. L’olio ha vinto numerosi attestati di qualità. Ma non c'è solo la passione per l'olio.
La passione per gli animali ce l’ha sempre avuta, è nato tra loro. 
Nei 20 ettari di bosco si rinvengono: caprioli, lepri, starne, fagiani, quaglie. Tutto allevato in stato di libertà ed in modo naturale.
 

Infaticabile e sereno, gli chiediamo: "È soddisfatto di quello che ha realizzato?". L'Avvocato Picchioni: "Sono contento con me stesso, ho ritrovato in queste colline la mia pace e serenità”.
"Qual è il prossimo obiettivo?". Rispose: "Soddisfare un piccolo mio desiderio... Ritrovare un’arpa antica come quella che avevano i Conti Falconi. Mi sembrerà per un istante di tornar fanciullo…".

AGRITURISMO VILLA FALCONI

Località Ginestra Sabina, via delle Pietre Piane 12, 02033 - Rieti (RI)

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